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L' INTELLIGENZA

Questa Spiegazione è appartenente ad una Serie di Articoli.

Prima di iniziare a leggere ti consigliamo di guardare gli articoli precedenti :


L' INTELLIGENZA
L' INTELLIGENZA


Un altro argomento interessantissimo da trattare con la sovrapposizione degli

effetti è la funzione "intelligenza" in quanto si tratta del motore mentale che più ci

appartiene come esseri viventi.


Nei precedenti articoli abbiamo accennato al processo costitutivo della teorizzazione affermando ipoteticamente che fosse data come prodotto dell’interconnessione fra la volontà e l’immaginazione nel contesto attenzionale dell’informazione e abbiamo assunto che tale processo preveda una ripresa correlativa fra i vari correlati che compongono i costrutti presi in esame dal sistema, ora pensiamo alla definizione di intelligenza nel senso classico del termine e si potrebbe affermare che l’intelligenza è l’insieme delle capacità che rendono possibile il comprendere e risolvere situazioni nuove o problemi, in vista dell’adattamento individuale, in altri termini potremmo indicare l’intelligenza come la capacità di porre dei rapporti fra i costrutti che costituiscono una particolare situazione e di individuarne le correlazioni intrinseche, quanto di più facile alla luce di questa affermazione ipotizzare che se consideriamo la derivata della teorizzazione formulata rispetto ad un campo informazionale otterremo proprio l’intelligenza?


Per analogia si pensi un attimo alla concezione fisica della potenza espressa proprio come derivata prima dell’energia rispetto al tempo e si trasporti questa forma mentale nell’intendere il concetto di intelligenza, assumendo proprio la teorizzazione come "energia" e l’intelligenza come "potenza".


Per capire ancor meglio questa funzione particolare ed importantissima del nostro servomeccanismo mentale possiamo fare degli esempi applicativi; immaginiamo dunque di avere a disposizione dodici palline colorate uguali, ma una di queste ha il peso diverso dalle altre, ora noi fruendo di una bilancia comparativa dovremmo essere in grado di individuare la pallina "falsa" con sole tre pesate.


La situazione è quella riprodotta dal disegno:


Problema : immaginiamo dunque di avere a disposizione dodici palline colorate uguali, ma una di queste ha il peso diverso dalle altre, ora noi fruendo di una bilancia comparativa dovremmo essere in grado di individuare la pallina "falsa" con sole tre pesate.
Problema : immaginiamo di avere a disposizione dodici palline colorate uguali, ma una di queste ha il peso diverso dalle altre, ora noi fruendo di una bilancia comparativa dovremmo essere in grado di individuare la pallina "falsa" con sole tre pesate.


Prima di continuare la lettura dovreste sforzarvi di prendere un pezzo di carta ed una penna e tentare di risolvere questo problemino dall'apparenza così ingenua.


Vediamo ora di analizzare la situazione concettualizzando le informazioni e per fare questo partiamo dall'associazione del numero delle palline con le stesse, ovvero, il primo concetto che noi possiamo avere in mente come continuo informazionale è questo:”12-palline”, il secondo concetto è dato dal “numero delle pesate”, mentre il terzo deve essere costituito dalle operazioni elementari che può fare la bilancia che abbiamo a disposizione, dovremmo dunque ipotizzare le risposte che ci può dare questo strumento qualora fosse messo in azione; per fare questa operazione dobbiamo creare delle congetture, delle ipotesi di lavoro.


La base di una qualsiasi congettura parte da un concetto funzione elementare che noi indichiamo solitamente con la particella (locuzione) "se" e corrisponde ad un particolare modo di predisporre il funzionamento del nostro sistema mentale che consiste nell'attivare tramite l'immaginazione dei “processi inferenziali”, creando una sequenza di informazioni indotte ed endogene, delle vere e proprie operazioni di trasformazione e di trasposizione informazionale, dandoci la possibilità di far entrare in azione le funzioni di “astrazione” o “teorizzazione”, in altri termini, cosa succede SE pensiamo a che cosa corrisponde l'azione di mettere due pesi uguali sui piatti della bilancia, il “continuo informazionale” che corrisponde a questa azione verrà preso come "soggetto", ovvero la prima "parte" dell'operazione, la seconda "parte" dell'operazione sarà quella di osservare SE si sono ottenute delle variazioni di stato ed anche questo costituirà un “continuo informazionale” che verrà preso come "oggetto", abbiamo già visto precedentemente che un embrione di ragionamento è costituito da due concetti "dato", uno preso come soggetto e l'altro come oggetto che vengono messi in relazione fra loro tramite un concetto funzione elementare, abbiamo anche visto che rallentando il processo di percezione, la funzione principale è data dalla riparametrazione simmetrica che consiste nell’avere come base del sistema controreazionato la funzione ’B(i)="uguale"’, anche in questo caso la correlazione di base è la stessa e viene soddisfatta la riparametrazione simmetrica fra il soggetto e l’oggetto, ovvero, potremmo ipotizzare che non vi saranno variazioni del segnale di simmetria ’e(i)’, dobbiamo pensare però che stiamo analizzando le operazioni tramite delle macrofunzioni mentali e quindi siamo ancora lontani dal verificare la composizione di questi processi in funzioni elementari, ma proseguiamo nel percorso cambiando la controreazione del sistema da "uguale" a "diverso", equivale a dire sostanzialmente che la nostra attenzione viene eccitata da una variazione, (che probabilmente passa per “equivalente” e poi per “simile”) e poi, come succedeva nel punto di congiuntura del segmento raffigurante la coda con il rettangolo raffigurante il corpo del logotipo di quadrupede, a quel punto, finiva per legare assieme le due parti costituenti l’embrione di pensiero, vi sarà una ripresa attenzionale sul soggetto che si trasformerà in un nuovo concetto funzione: il concetto di "causa" e di “conseguenza”, l’oggetto si trasformerà nel concetto di "effetto".


Ora, fermiamoci un attimo e osserviamo una cosa importante, abbiamo legato assieme in questa parte di ragionamento alcuni concetti partendo dal presupposto che alla base di tutte le operazioni vi sia la presenza di un “continuo informazionale”, vediamo un po’ meglio di che cosa si tratta:


l’osservazione di una regione spaziale a colore uniforme o di una linea, costituisce un “continuo informazionale” di carattere percettivo dove il segnale che noi riceviamo tramite l’apparato visivo è costante, la stessa cosa dicasi se sentiamo una nota costante o tocchiamo una superficie uniformemente liscia, ma pensiamo a due note che si susseguono nel tempo o ad una superficie uniformemente ruvida, potremmo ancora considerarli dei continui informazionali, basti pensare alla ripresa attenzionale che origina il processo di costituzione di causa-effetto; per capire quanto sopra basti osservare questa semplice sequenza di lettere:


SOSOSOSOSOSOCECECECECECECE


Sono due continui informazionali che si possono scomporre in altri continui informazionali, alla base di tutto ritroviamo ripercorrendo il processo a ritroso i concetti di causa-effetto, di soggetto-oggetto e di parte, ma tutte queste funzioni hanno in comune la simmetria attenzionale, ovvero i concetti elementari di "uguale", “equivalente”, “simile”, "diverso".


Riprendiamo il nostro percorso e facciamo ancora qualche passo in avanti, arriviamo a dire che la bilancia dovrebbe pendere da una parte o dall’altra e da qui il passo per fornire altri due concetti complementari è facile, introduciamo infatti i concetti di "maggiore" e "minore" che sono delle funzioni elementari chiamate in causa dal processo di comparametrazione, noi diciamo semplicemente che il peso è maggiore dove il piatto della bilancia si avvicina al suo supporto, in realtà il processo che svolge la nostra mente è assai complesso per stabilire quale continuo informazionale debba entrare come maggiore e quale invece come minore, si tratta in effetti di dover stabilire una relazione con un altro continuo informazionale e controllare tramite delle operazioni matematiche quali sono le corrispondenze del sistema in esame, nel caso della percezione semplice è anche facile stabilire ad esempio quale sia la più grande di due regioni spaziali o quale sia la maggiore fra distanze di oggetti da un punto di osservazione, la cosa pero‘ si complica già quando dobbiamo far riferimento all’intercorrere del tempo fra degli avvenimenti, figuriamoci poi quando si tratta di stabilire relazioni con grandezze fisiche come il peso in questo caso.


Sta di fatto comunque che si tratta soltanto di mettere in relazione due cose con un continuo

informazionale, stabilire semplicemente quanto più questo sia presente in una o nell’altra e il tutto rientra ancora una volta nell’ambito della simmetria, ovvero “ricercare qualche cosa di uguale che tenga legate assieme attenzionalmente due cose diverse”.


Ora ci ritroviamo con tre complessi di informazioni che possono servirci da trampolino per ulteriori ragionamenti, per esempio, abbiamo da una parte il continuo dato dal concetto delle dodici palline e dall’altra quello delle operazioni che può svolgere la bilancia, il passo che genera la prima correlazione fra i due è quello che stabilisce il fatto che se noi dividiamo le dodici palline in due parti uguali e le mettiamo sulla bilancia, questa penderà “sicuramente” da una parte o dall’altra, però non ci fornirà altre indicazioni e se prendiamo questa procedura come causa, l’effetto sarà quello di dichiarare come indefinibile la posizione della pallina che pesa diversamente dalle altre con la prima pesata, per deduzione quindi, avendo soltanto due gruppi di palline da mettere in relazione, dovremmo assumere come inutile questa procedura.


Capire i processi mentali - Diagramma 1
Capire i processi mentali - Diagramma 1


L’altra correlazione che si può fare è dividere ulteriormente il numero delle palline in “parti uguali” e se consideriamo il “numero delle pesate” si potrebbe ipotizzare di “dividere le dodici palline in tre parti”, otterremo così un nuovo continuo che sarà dato dai tre gruppi di palline, d'altro canto se considerassimo divisioni ulteriori, dovremmo dividere le dodici palline quattro o in sei parti parti e questo porterebbe ad avere un numero superiore di gruppi da controllare rispetto al numero delle pesate che possiamo effettuare, quindi dobbiamo per forza scartare queste ipotesi!



Capire i processi mentali - Diagramma 2
Capire i processi mentali - Diagramma 2

La conseguenza logica di questa correlazione ci porta a considerare come unica soluzione da applicare, quella di effettuare una prima pesata con due dei tre gruppi di palline e a questo punto si possono verificare due casi: o i due gruppi hanno lo stesso peso, oppure avendo pesi diversi la bilancia si inclinerà da una o dall'altra parte.



Capire i processi mentali - Diagramma 3
Capire i processi mentali - Diagramma 3



Supponiamo di verificare il caso che i gruppi hanno lo stesso peso, dovremmo dedurre che la pallina falsa è sul gruppo che non abbiamo pesato.

Il fatto che abbiamo pesato i due gruppi che non contenevano la pallina da ricercare ci indica che è vero che la pallina si trova sul terzo gruppo, dobbiamo allora vedere come si può effettuare la seconda pesata, se supponiamo di dividere il terzo gruppo di palline in due, torneremmo alla conclusione fatta precedentemente che la pesata è inutile in quanto non ci potrà che fornire una sola risposta, inclinandosi da una o dall'altra parte, ma non ci fornirà nessuna indicazione su quale dei due gruppi di due palline ci sia quella falsa.



Capire i processi mentali - Diagramma 4
Capire i processi mentali - Diagramma 4


A questo punto bisogna decidere quali e quante palline mettere in relazione con la seconda pesata, ovviamente se confrontiamo il gruppo intero con uno dei due già pesati otterremo la risposta sul tipo di peso della pallina, ossia saremmo in grado di capire se pesa più o meno delle altre, ma poi ci resta una sola pesata per identificarla fra tutte e quattro, il che non è possibile!



Capire i processi mentali - Diagramma 5
Capire i processi mentali - Diagramma 5

Se pensiamo di confrontarne due per volta con due di uno dei gruppi già pesati, potremmo trovarci nel caso che effettivamente la pesata ci sia favorevole per l'identificazione della pallina falsa, ossia quando si ottenga che le due palline prese dal terzo gruppo e confrontate con le altre, risultino più pesanti o più leggere e allora con l'ultima pesata, confrontando una di queste due palline con una qualsiasi delle rimanenti si arriverebbe con certezza alla identificazione, ma nel caso che la seconda pesata risulti uguale, allora il procedimento non ha più la possibilità di poter determinare la pallina falsa in quanto sicuramente sarà una delle due che non sono state pesate, ma con la terza pesata non riusciremmo a stabilire con certezza quale delle due sia quella falsa.




Capire i processi mentali - Diagramma 6
Capire i processi mentali - Diagramma 6

Ecco allora che ci balena in testa l'idea di pesarne tre del terzo gruppo con le tre palline di uno dei due gruppi già pesati, può succedere che la seconda pesata risulti uguale e allora basterà pesare la pallina esclusa con una qualsiasi delle altre per identificare se questa pesa di più o di meno, altrimenti la seconda pesata ci indicherà che una delle tre palline del terzo gruppo peserà di più o di meno delle altre e con l'ultima pesata, avremmo ancora due alternative una, sbagliata, come si evince dal diagramma sotto esposto, è quella di mettere al confronto due palline del gruppo noto, con le due del gruppo da pesare, in quanto nel caso la terza pesata risultasse essere diverso il peso tra “A1+A2” e “C1+C2”… sarebbe impossibile determinare se quella con il peso diverso sia “C1” oppure “C2”.



Capire i processi mentali - Diagramma 7
Capire i processi mentali - Diagramma 7

Ed una giusta che consiste nel confrontare due di queste palline, (togliendone una dal piatto destro e una dal piatto sinistro).

Potremmo stabilire così se è quella esclusa oppure quale delle due è quella falsa a seconda che la bilancia dia la risposta di uguale, nel caso fosse quella esclusa, di diverso nel caso la pallina che si sposta di piatto sia quella falsa o di costante nel caso che la pallina falsa sia quella che rimane nel piatto dov’era nella seconda pesata.



Capire i processi mentali - Diagramma 8
Capire i processi mentali - Diagramma 8

Come si potrà notare, questa forma rappresentativa del processo di risoluzione del problema, mette in evidenza con uno “schema a blocchi” e dei simboli matematici le varie relazioni che si possono stabilire fra i fattori che costituiscono il sistema imposto dalla metodologia teorico-deduttiva di ragionamento che la nostra mente assume per trovare il percorso logico che ci porta al raggiungimento del “fine prefissato”, conformemente al “sistema teleologico


Potremmo a questo punto pensare che, ancor prima che un ragionamento o un qualsiasi pensiero si possano trasformare in linguaggio, questi siano costituiti da dei processi di “costituzioni relazionali” fra dei “continui informazionali” e le relazioni stesse, di carattere matematico.


Questa ipotesi ci porterebbe a farne di conseguenza un’altra e cioè che il nostro organismo, tramite la possibilità sensoriale, riceve costantemente dei segnali energetici di vario genere che tendono a produrre delle trasformazioni biofisiche e quindi biochimiche di determinate strutture, in particolare le strutture del sistema nervoso e del sistema cerebrale, quindi esiste sicuramente una stretta interconnessione fra i segnali che noi riusciamo a percepire, le trasformazioni energetiche indotte o endogene che danno vita all’attività mentale e il linguaggio, va ricordato in proposito che se si tratta di stabilire delle relazioni fra dei “segnali energetici”, l’unico mezzo che abbiamo a disposizione è proprio dato dalle nostre possibilità di comparazione che si esprimono in parole o in simboli matematici con "uguale" o "diverso", da cui se si possono stabilire delle relazioni nel caso della diversità di due percepiti, tramite uno o dei continui informazionali , si passerà a "minore" o "maggiore", "simile", “equivalente” ecc.


Il lettore che si è impegnato a risolvere questo caso da solo, ponendo attenzione alle proprie attività cerebrali, dovrebbe essersi accorto che subentra una nuova forma di potenzialità intellettiva che deriva dalla attività che la mente svolge al di sotto del livello di consapevolezza e che definirei come "intuito", questo fatto ci farebbe capire che le facoltà intellettive sono frutto non solo dell’applicazione attenzionale volontaria, ma anche dell’attività mentale che si svolge per così dire “istintivamente”, infatti il presupposto di partenza era appunto quello di identificare l’intelligenza come la "derivata" della teorizzazione formulata genericamente rispetto ad un campo informazionale , ossia un insieme di continui informazionali correlati tra loro, preso in considerazione per la risoluzione di un problema, ipotizzando inoltre che la teorizzazione fosse il prodotto dell’interconnessione dei processi di "controllo" e di "trasformazione" delle informazioni dovuti alla immaginazione e alla volontà, (nota: perché?→ perché!), nel contesto attenzionale.


Coloro che si sono cimentati nella costituzione correlativa del sistema per la risoluzione di questa parte del problema sapranno certamente che la difficoltà maggiore consiste nella strutturazione della seconda pesata, poiché questa è fatta in funzione della terza, magari ci sono arrivati dopo molteplici fallimenti, quindi per esclusione di processi correlativi, alcuni avranno indubbiamente rinunciato alla fatica di inventare dei metodi di risoluzione, altri ci possono essere arrivati invece con facilità.


Dobbiamo notare che la costituzione metodo logica della terza pesata è difficilmente deduttiva in quanto prevede tre possibili situazioni: una uguaglianza, una diversità ripetuta oppure una diversità variata, per questo sopra accennavo al fatto che alcuni avrebbero scoperto il metodo in modo intuitivo, dove i processi correlazionali sono dovuti all’attività dell’immaginazione che agisce al di sotto del livello di consapevolezza.


Adesso invece mi sembra opportuno spendere due righe per identificare in che cosa consiste il processo deduttivo di ragionamento, si tratta in sostanza di stabilire se un continuo informazionale è vero o falso.


In termini pratici dovremmo partire come base di riferimento dalla relazione causa-effetto, ipotizzando una causa noi ipotizziamo anche l’effetto relativo, qualora si faccia una comparametrazione fra due continui informazionali rispetto ad un terzo inteso come causa, dovremmo stabilire che uno dei due è falso, l’identificazione di quello vero fa assumere automaticamente l’altro come falso e per fare questo dovremmo verificare con una ulteriore comparametrazione le relazioni esistenti fra i continui informazionali in esame, basti per il momento pensare al fatto che si tratta ancora una volta di stabilire delle uguaglianze fra le relazioni.


Per capire meglio questo modo di procedere della nostra mente, si pensi per esempio alla proposizione: "Il girasole è rosso", questa proposizione di per sé, può anche essere considerata come vera fintantoché non si faccia una seconda proposizione del tipo: "Le primule sono gialle", ora, se compariamo le due proposizioni potremmo assumere che una delle due è falsa in quanto il continuo informazionale dato dalla percezione del colore non corrisponde nei due casi alla relativa descrizione in quanto abbiamo una uguaglianza percepita ed invece una diversità descritta, questa comparazione implica che la funzione di causa sia proprio la percezione e l’effetto sia la sensazione che deriva da questo processo.


Per stabilire quale delle due proposizioni sia quella falsa noi dovremmo ricercare una nuova comparametrazione correlando una sensazione uguale ad una delle due prese in esame attenzionalmente, per esempio la affermazione: "la rosa è gialla", ammesso che dia la stessa sensazione della primula e del girasole, ci dà la possibilità di stabilire che la prima proposizione è falsa, chi ha seguito questo ragionamento rallentando le proprie funzioni mentali dovrebbe accorgersi che qualora una proposizione viene assunta come "vera" la nostra attenzione è eccitata come quando si dice "ecco", quello che noi sentiamo è proprio il richiamo attenzionale alla causa.


Potremmo considerare a questo punto la “deduzione” come un concetto funzione applicandola alla scatola nera "A(i)", come un vero e proprio motore che ci permette di passare da una serie di informazioni assunte come un continuo informazionale preso come causa ad uno preso come effetto, per poi ricondurre questo ad un nuovo concetto di causa e stabilire un nuovo effetto.


Ma che cosa ci permette di creare le correlazioni in questi casi se non la “teorizzazione”?

Proviamo per un attimo a pensare di ripercorrere il problema a ritroso, partendo cioè dalla costituzione dell’ultima pesata, quante ipotesi di impostazione del problema potremmo costruire, infinite, basti pensare di variare il numero delle pesate a disposizione o il numero delle palline, questo ci indica che se fosse possibile definire un livello logico di campi informazionali, quello relativo alla risoluzione finale di un problema ha sicuramente un livello logico inferiore a quello di impostazione, il percorso che si effettua passando da uno all’altro dei livelli logici viene stabilito tramite delle correlazioni di informazioni, di carattere deduttivo qualora si passi dalla impostazione del problema alla sua risoluzione tramite un processo inferenziale di causa-effetto, oppure di carattere induttivo qualora si passi, con una procedura inferenziale inversa, dagli effetti alle cause che li hanno provocati, potremmo allora definire l’intelligenza proprio come la possibilità di effettuare il passaggio dal livello logico di impostazione di un problema relativamente ai campi di informazione che lo costituiscono al livello logico della risoluzione dello stesso col minimo di correlazioni necessarie.


Da quanto sopra esposto è ipotizzabile che l’intelligenza di tipo “intuitivo”, dovuta quindi ai processi correlativi che si svolgono al di sotto del livello di consapevolezza, si manifesti in modo più esplicito quando il processo di risoluzione di un problema implichi un’attività mentale di tipo “induttivo” in quanto si deve passare da strutturazioni informative aventi dei livelli logici inferiori in rapporto ai livelli logici dei campi informazionali che supportano la risoluzione stessa del problema, in altre parole, il passare dalla concezione di effetto alla causa che lo ha provocato non sempre comporta una certezza di correlazioni appropriate, si hanno soltanto delle probabilità di ripercorrere a ritroso, quindi entalpicamente dal punto di vista informativo, i processi di evoluzione.


Ma facciamo un altro esempio tanto per rilassare la mente, con un problemino abbastanza simpatico, anche se per certi versi poco di moda.

Cera una volta una piccolissima isola molto lontana dal resto del mondo, dove gli abitanti vivevano felici e contenti, però avevano un grosso problema di carattere possessivo: le persone sposate non potevano sopportare l’idea che i relativi partners potessero “tradirli” e renderli "cornuti" e questo pesava sulla comunità al punto tale che vi era una legge molto severa che vietava in maniera categorica di far qualsiasi allusione al fatto, né con parole né in qualsiasi altro modo.


Gli abitanti di quest’isola avevano inoltre una tradizione che veniva sempre rispettata: ogni sera si riunivano tutti quanti in un luogo dove si vedevano e parlavano tra loro.

Una brutta sera però, mentre erano in riunione, venne un mago burlone, che dopo aver formulato delle parole magiche disse: da questo momento a tutti coloro che sono stati fatti "cornuti" spunteranno i corni in testa, ma chi li ha non se li potrà vedere in alcun modo, mentre tutti vedranno i corni degli altri.


Inoltre, disse il mago, coloro che capiranno di essere cornuti nel pieno rispetto delle leggi che vi siete imposti e quindi senza accennare in alcun modo al fatto, avranno salva la vita purché scappino dall’isola all’alba del giorno dopo che lo hanno scoperto, altrimenti tutti coloro che trasgrediranno le leggi moriranno all’istante.


Dette queste parole il mago aggiunse: tornerò ancora, per sciogliere l'incantesimo, quando scoprirete quanti cornuti ci sono, così capirete finalmente che il sesso non è tutto nella vita!

A quelle parole tutti si spaventarono, passarono sette giorni difficili, ma all'alba dell'ottavo giorno tutti i cornuti dell'isola lasciarono quel posto e nessuno degli abitanti morì!

La stessa sera ritornò il mago e vedendo che nessuno era morto e non c’erano più cornuti, fu costretto a sciogliere l’incantesimo, gli abitanti che restarono abolirono in quella riunione la legge famosa e il mago, stupito, chiese loro come avevano fatto a sfuggire ai suoi sortilegi.


Quello che si deve scoprire è quanti cornuti c’erano sull’isola e come avevano fatto a capire la loro condizione?


Questo nel pieno rispetto dei termini imposti dal problema, mettendosi nelle stesse condizioni di quei poveri malcapitati.

Tengo a precisare che non serve ipotizzare nessun tipo di comunicazione per ottenere la risoluzione del problema, il ragionamento da fare è squisitamente soggettivo.


Ora si sospenda per un attimo la lettura e si cerchi di dare una risposta alla prima domanda.

E‘ molto facile che accada che la risposta sia immediatamente quella giusta in quanto la nostra mente associa intuitivamente una costante ad ogni giorno ossia il numero delle riunioni, in altre parole si viene a creare un continuo informazionale inteso come causa, al quale sempre con la facoltà di stabilire delle uguaglianze fra dei continui informazionali e correlando in modo diretto la causa all’effetto si arriva a stabilire che i cornuti erano sette.

Invece è probabile che riesca molto più difficile stabilire il metodo di ragionamento necessario per poter capire come abbiano fatto quelle persone a capire di essere cornuti soltanto usufruendo di una riflessione inferenziale.


In effetti ogni abitante sposato dell’isola non poteva in alcun modo informarsi e sapere se era o meno un potenziale cornuto però poteva contare quanti cornuti vedeva durante la famosa riunione serale.

Quindi, fin dalla prima sera ogni abitante dell’isola "cornuto" poteva contare sei altri "cornuti", mentre coloro che non lo erano ne vedevano sette.

Allora il ragionamento che si può fare è questo: se io fossi "cornuto" vedrei il numero dei "cornuti" meno uno, altrimenti se io non lo fossi vedrei effettivamente il numero dei "cornuti" che ci sono.

Quindi se effettivamente i cornuti fossero sei, ognuno di loro ne vedrebbe cinque e soltanto alla sesta sera, sapendo che nessuno era partito all’alba, il sesto si accorgerebbe di essere cornuto, perciò all’alba del settimo giorno dovrebbero partire tutti, ma se i cornuti sono sette e io ne ho contati solo sei allora significa che anch’io sono cornuto e allora partiremmo all’alba dell’ottavo giorno.


In effetti si pensi a questo, se il cornuto era una sola persona, allora la prima sera non ne avrebbe visti altri e quindi sarebbe dovuta andarsene al mattino dopo.


Se le persone cornute fossero state due, la prima sera ognuna di loro avrebbe visto una sola persona con i corni e quindi se alla seconda sera la situazione rimaneva immutata allora capivano entrambe di essere nelle stesse condizioni e sarebbero partite all'alba del terzo giorno,così se le persone fossero state tre, sarebbero partite all'alba del quarto giorno dopo aver fatto la triste scoperta contemporaneamente alla riunione del terzo giorno, ecc.

In definitiva, il ragionamento viene condotto con un metodo inferenziale che prevede questa logica: SE è vero che T è il numero dei cornuti, ALLORA in T riunioni questi lo saprebbero, ALTRIMENTI, T èil numero dei cornuti meno uno e ALLORA servirebbero T più una riunione per sapere la verità; ovviamente T rappresenta il numero di cornuti che ogni persona vede.

In un linguaggio estremamente stereotipato, come potrebbe essere quello adottato dalle macrofunzioni dei sistemi di programmazione dei computers potremmo ulteriormente tradurre quanto espresso sopra con la formula:


SE T=NC ALLORA T=NR,ALTRIMENTI T=NC-1,ALLORA NR=NR+



Grazie mille per la lettura, nel prossimo articolo, l'ultimo di questa prima serie 😞, andremo a parlare del Sistema Inferenziale, di Passato,presente e futuro...

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