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- Che cosa è un Concetto ?
Questa Spiegazione è appartenente ad una Serie di Articoli. Prima di iniziare a leggere ti consigliamo di guardare gli articoli precedenti : Lo Strumento "mente" Il servomeccanismo mentale Gli Engrammi : Le Immagini della Mente Possiamo individuare nell'attività di concettualizzazione due diverse tipologie basilari di concetti che sono in sostanza i concetti "dato" e i concetti "funzione" come esistono le due tipologie di costituzione delle informazioni che elaborano i computers, ossia le informazioni inerenti ai dati da elaborare e le informazioni che indicano in che modo debbano essere elaborati questi dati, in questo modo rispettiamo ancora la teoria dei tipi logici poiché possiamo individuarne attraverso questa catalogazione svariate tipologie logiche in riferimento non solo al fatto di aver classificato in questo sistema di base i concetti, ma anche facendo riferimento al campo di azione dei vari concetti funzione e delle loro relazioni e interconnessioni; i concetti "dato" comunque sono quei concetti che vengono elaborati dalle funzioni mentali costituite dai concetti "funzione", possono essere considerati concetti "dato" tutti i prodotti degli stati attenzionali che derivano sicuramente dalle attività percettive, per esempio il concetto di bosco o quello di alberi, oppure il concetto di rumore o di suono, il concetto di odore o di profumo, il concetto di saporito o di gustoso e quant’altro la nostra mente può percepire, possono altrettanto essere concetti "dato" quelli che sono frutto delle attività cognitive poiché sono il prodotto delle ricerche in memoria, di impressioni o di immagini derivanti dalle attività percettive, altrettanto si può dire di quei concetti che derivano da attività di astrazione come ad esempio i concetti geometrici; sono invece considerati concetti "funzione" quei concetti che si riferiscono a situazioni dell’operare mentale, quelli esposti poco sopra come attività mentali di percezione e di cognizione, che sono di per sè dei concetti funzione molto complessi che intervengono su tutte le funzioni rappresentate in quell’ipotetico schema di base sopra illustrato. Sono concetti "funzione" tutti quei termini che noi indichiamo come appartenenti al mondo mentale tipo il singolare, il plurale, la congiunzione, la disgiunzione logica, i concetti derivanti dalle attività categoriali; in altre parole la ’e’ e la ’o’ oppure il ’con’ il ’tra’, i concetti di "parte", di "tutto", di "resto" le preposizioni in genere, il "perché", il "come", il "quando", il "quanto", l’"anche", il "ma", quelli di "fine", di "causa", di "effetto" ecc..., sono sempre concetti di questo tipo la “libertà”, la “felicità”, la “verità”, anche i sentimenti, le emozioni, le sensazioni, perfino gli stati d’animo sono concetti "funzione" per quanto complessi possano essere, bisogna anche dire che possono a volte essere considerati come concetti "dato" quando per esempio si fanno dei ragionamenti o sono frutto di pensieri che li riguardano. Può sembrare difficile in questo momento capire il perché si faccia una distinzione fra i concetti "dato" e quelli "funzione", ma dobbiamo pensare che per poter capire effettivamente cosa accade nella mente quando si svolgono delle operazioni di categorizzazione di correlazione o di costituzione del pensiero servono tre tipi di “segnale”: il segnale “soggetto”, costituito da un concetto "dato" o correlato primo, il segnale “oggetto” costituito anche questo da un altro concetto "dato" o correlato secondo e un concetto "funzione", che funge da correlatore fra i due, ed ecco apparire un primo embrione di pensiero una cellula logica di correlazione. E‘ anche vero che si possono pensare i concetti "funzione" come cause od effetti di altri concetti "funzione" o come stati mentali, ma non dobbiamo dimenticare che una funzione, se di carattere complesso, può coinvolgere tutta la struttura mentale, e quindi lo stato che si è creato è esso stesso una funzione, un sentimento ad esempio può essere considerato come uno stato di funzionamento particolare della mente, ma non è altro che un concetto "funzione" che mette in “movimento” per così dire dei concetti "dato" con relazioni particolari dovute ad altri concetti "funzione" che lo stesso è in grado di correlare. Implicitamente i concetti funzione sono sempre dovuti a delle sequenze di stati attenzionali, quindi bisogna pensare che le grandezze espresse come segnali nello schema di base non siano altro che delle armonie di stati attenzionali, non solo, ma che le “funzioni” stesse siano costituite da costrutti di stati attenzionali che fungono da operatori energetici, abbiamo finalmente raggiunto così l'identificazione della unità di comunicazione che si sviluppa nella nostra mente "lo stato attenzionale", sarà perciò questa la base della costituzione del pensiero cosciente ma per altre ragioni si può assumere come ipotesi che sia la base stessa della costituzione del pensiero che esiste al di sotto del livello di soglia della consapevolezza, in altre parole, quello che noi definiamo come pensiero cosciente non è che una parte della effettiva attività che svolge la nostra mente, anzi per quanto ne sappiamo credo che la parte del leone la faccia proprio quella parte di pensiero che lavora in sordina, in quanto dalla costituzione dello schema che ho sopra esposto è ovvio che il meccanismo di funzionamento della mente sia di tipo teleologico in quanto può essere considerato sempre rivolto alla risoluzione dei processi che si svolgono, è sempre orientato ai risultati finali di controllo della variabile di uscita che è il nostro comportamento. Sara interessante vedere come farlo funzionare al meglio delle possibilità che sono intrinseche nella strutturazione stessa del trattamento dell’informazione, devo ricordare comunque che questo terreno di ragionamento è frutto di ipotesi e quindi lascio al lettore confrontare quello che seguirà con quanto è in suo possesso, per trarne delle conclusioni, da parte mia tenterò di chiarire il più possibile tutte le affermazioni che sin qui mi hanno portato. Giunto a questo punto è ovvio che il linguaggio che adotterò per spiegare o perlomeno per tentare di dare una immagine coerente con quello che vuol significare lo schema di base sopra esposto, sarà un linguaggio che si differisce dall’essere considerato come un qualsiasi metodo di esposizione di concetti, anche perché, proprio di questi bisognerà parlare e quindi le parole di uso comune che saranno utilizzate verranno applicate in un modo particolare per riuscire ad esprimere le ipotesi di funzionamento della nostra mente vista sotto un aspetto “logonico”, ossia di contesto con una concezione strutturale dei processi che sono comuni sia della costituzione del mondo mentale che della costituzione delle interazioni delle cause e degli effetti da un punto di vista cibernetico, non solo, ma essendo il tutto immerso nel più vasto mondo della interdipendenza col concetto di informazione che esprime in sé la costituzione organicistica dell’universo, dovremmo tener conto anche delle teorie più sofisticate che trattano la relatività di ogni cosa esprimibile rispetto alle altre. Nel prossimo Articolo andremo a identificare gli STATI ATTENZIONALI e come questi agiscono nella nostra quotidianità. Grazie mille per la lettura, commenta l'articolo per qualsiasi domanda.
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