Hacking etico rivoluzionato da 30 agenti AI basati su modelli cinesi
2026-10-06
07:32
Per anni la ricerca di vulnerabilità informatiche è stata un lavoro artigianale, affidato all’intuito e alla pazienza di esperti in carne e ossa. La notizia di oggi suggerisce che qualcosa sta cambiando in profondità . Una competizione di hacking etico durata tre mesi è stata vinta da una squadra di decine di agenti di intelligenza artificiale, e a muoverli non era un sistema esclusivo dei grandi laboratori, ma un modello aperto.
Protagonista è Tenzai, che si è aggiudicata un contest su HackerOne utilizzando GLM-5.2 e GLM-5.3, modelli sviluppati dalla società cinese Z.ai. A colpire non è solo la vittoria, ma la natura degli strumenti impiegati, modelli aperti e quindi scaricabili e adattabili da chiunque. Fino a 30 agenti di IA hanno lavorato insieme, coordinandosi come una squadra di specialisti per scovare falle in reti reali e operative.
La lettura più onesta è duplice. Da un lato, strumenti simili possono rendere la difesa più accessibile, permettendo anche a realtà con budget limitati di sottoporre i propri sistemi a controlli continui. Dall’altro, ciò che un’azienda usa in modo etico è disponibile anche a chi ha intenzioni ben diverse. La sicurezza si sposta così su un terreno in cui attaccanti e difensori impiegano le stesse armi automatizzate. Se gli strumenti per trovare una falla sono alla portata di tutti, il vantaggio non sta più in chi li possiede, ma in chi sa trasformare una scoperta in una correzione prima che qualcun altro la trasformi in un attacco. Siamo davvero pronti a questa nuova corsa agli armamenti digitale?